Sciopero alla rovescia

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società.”

Art. 4 della Costituzione della Repubblica italiana

 Il 30 agosto Einaudipubblica Processo all’art. 4 con la documentazione dei fatti e delprocesso per lo sciopero alla rovescia ma anche delle torture acui ricorreva la polizia nelle carceri.

“Processo all’art.4” è il titoloprovocatoriodel testo dove Dolciracconta la storia e le testimonianze di un processo formalmente indirizzato a lui e ai numerosi lavoratori provenienti dall’area di Partinico e dintorni accusati di occupazione del suolo pubblico e resistenza a pubblico ufficiale.

Grazie a questo libro giunge a noi la forza di un rivoluzionario non violento che rivendicava, oltre che con le parole soprattutto con i fatti, il diritto dell’uomo al lavoro e soprattutto il diritto dei cittadini a vivere in un paese democratico.

“Danilo è scarcerato perché gli sono riconosciuti «moventi di particolare valore morale».

Importanti e dense sono le parole che Vittorini pronuncia al processo in difesa dell’amico “[…]mostrare che le trazzere lungo le quali i contadini di Partinico si recano ai campi richiedevano urgenti opere di riparazione, e che esisteva in Partinico un lavoro di grande utilità pubblica in cui impegnare i disoccupati. Danilo poi mi espose il modo in cui intendeva condurre la manifestazione per assicurarne lo svolgimento pacifico ed evitare che nascesse il più piccolo motivo di attrito con la polizia. Mi disse che chi voleva parteciparvi avrebbe dovuto prima convincersi che non c’era da ricavarne alcuna retribuzione economica. Mi disse che si sarebbe avuta cura di non portare nemmeno un temperino col quale spartirsi il pane. Mi disse che durante i lavori si sarebbe fatta un po’ di musica con delle armoniche da bocca per rendere festevole l’atmosfera e mantenerla più facilmente serena.”

Lo “sciopero alla rovescia” divenne il simbolo di questo momento storicoapertosi con l’iniziativa del 2 febbraio 1956. Si ritrovarono quasi in mille, contadini, pescatori, operai, allevatori, intellettuali e disoccupati guidati da Danilo verso Trazzera vecchia, una vecchia stradina di campagna abbandonata all’incuria dalle amministrazioni locali. Li,tutti indistintamente, cominciarono a lavorare per risistemare la zona.

Un sollevamento popolare contro l’autoritarismo gerarchico del potere locale.

Il lavoro gridava al diritto al lavoro e agiva per conquistarlo.